sysadmin vs luser – Fall 2008

users must use their brainSono passati ormai alcuni mesi dall’ultima volta che ho raccontato le improbabili gesta di alcuni miei utenti allo sbaraglio, d’altra parte mettetevi nei miei panni: certe cose è meglio dimenticarle.

Tuttavia per la vostra gioia prima di andare a farmi ipnotizzare per dimenticare il tutto ho deciso di mettere qualche storiella divertente online.

In appendice c’è anche la mitica storia dell’utente che quasi svenne in ufficio da noi avvenuta tempo fa…

NOTA: se per caso almeno una volta nella vita vi siete svegliati in piena notte e vi siete detti: “c@zzo stanno per scadere i certificati” e avete sentito il bisogno di alzarvi dal letto per svolgere l’ovvio task di amministrazione da remoto non siete uno di loro.

A different mother(board)

Un giorno mentre stavo percorrendo la via che mi porta dalla stazione a $working_place, incrocio per puro caso un utente le cui gesta mi è già capitato di narravi. Il soggetto in questione mi vede e senza neanche salutarmi inizia un discorso dicendo:

$luser: “senti scusa…ma tu lavori in $working_place?”

…una maschera…datemi una maschera…

MRG: “a quanto pare”
$luser: “no perchè io…ho un problema col PC di casa ho cambiato scheda madre e ora windows non parte…che può essere?”

…a quel punto le mie palle erano già rotolate fino in ufficio…tuttavia cerco di liberarmene in maniera cordiale…

MRG: “ma hai rimosso i driver della MB vecchia prima di mettere la nuova?”
$luser: “no, ma volevo provare ad installare il bios della vecchia scheda, dici che risolve il problema?”

??? secondo voi può risolvere il suo problema? Scelgo di assecondarlo…

MRG: “secondo me no…comunque puoi provare…”
$luser: “a grazie ciao”

…se bastava dargli ragione per liberarmene lo facevo subito…

what is path?

Nel lungo percorso che separa l’ingresso dell’OU dove lavoro a dove si trova fisicamente il mio ufficio la probabilità di essere importunati da qualche luser è particolarmente alta…

$luser: “Scusi, sul mio computer non funziona java…”

si come no…fammi vedere…ma…cosa?! Il suo portatile?!?!?! (sottolineo suo)

$luser: “no perchè qua funziona…” indicando uno dei pc di $working_place “…mentre qua no” indicando ovviamente il suo portatile

A questo punto ha inizio un suo lungo sproloquio, senza ne capo ne coda, che mi fa quasi pena interrompere. In sostanza lei ha seguito passo-passo (almeno nel suo cervello) la guida che $responsabile_progetto ha messo sul suo sito per la configurazione dell’ambiente di lavoro ignorando però un piccolo dettaglio, il percorso in cui aveva installato java era completamente diverso…pur facendogli notare che sul suo portatile (sottolineo suo) io non ci dovrei mettere le mani vengo colto da compassione e cerco di aiutarla…

MRG: “…guardi che java sul suo notebook è installato in un percorso diverso rispetto a quello che c’è scritto sulla guida, quello che lei deve fare è modificare il path in modo che anzichè includere il percorso che c’è scritto sulla guida includa il percorso in cui è installato java sul suo notebook…”

Una precisazione: lei il path l’aveva già modificato però secondo quello che c’era scritto sulla guida e non rispetto a quello in cui lei aveva effettivamente installato java sul suo dannato portatile, chiaramente comprendendo a pieno quello che stava facendo. A questo punto ricomincia lo sproloquio senza ne capo ne coda (che anche stavolta mi fa pena interrompere) che però termina in maniera differente…

$luser: “…ma non posso copiare questa cartella nella cartella che dice lui?”

ma avete capito cosa vuole fare questa qui?

MRG: “secondo me è meglio se lei modifica la variabile d’ambiente PATH in modo da includere il percorso corretto anziche quello che ha scritto lei che è chiaramente erratto…”

a questo punto il suo sproloquio senza ne capo ne coda ricomincia ma stavolta non ce l’ho proprio fatta a sorbirmelo una terza volta (e si perchè ripeteva sempre lo stesso disorso su come lei avesse seguito le istruzioni alla lettere e di come non capisse perchè non funzionava) e me ne vado via facendogli notare che la soluzione io gliel’avessi già data.
Circa due/tre ore dopo quando finalmente giunge l’ora di chiusura lei è ancora li e uscendo mi dice…

$luser: “ho capito perchè non funzionava…”

si come no…vale la pena di indagare…

MRG: “e che cos’era?”
$luser: “è perchè ci va la versione SUN di java, stasera la devo scaricare…”

una chicca: ha pronuciato sun come si legge in italiano ignorando che fosse il nome di un’azienda americana (sacrilegio!!! datemi il mio flack!!!)

MRG: “ma scusi…ma è la versione che lei aveva installato…”
$luser: “ah…ma perchè allora non funzionava?”

Il non c’ho più provato a spiegarglielo…

A difficult convertion from analog to digital

Gioie e dolori dei nuovi utenti…un giorno mentre stavo spiegando ad un nuovo utente il funzionamento ed il regolamento di $working_place quest’ultimo mi interrompe dopo la prima frase e mi dice: “puoi parlare più piano che non riesco a discretizzare le parole?”
NOTA: l’utente era italiano e dall’accento proveniva pure dalla mia stessa regione.
MRG: “va bene”
…e    g l i    h o     f a t t o     l o     s p e l l i n g     d i    t u t t o    i l    r e g o l a m e n t o…

Appendix A: io non ho paura

Una delle cosa (forse l’unica cosa) che un utente non deve assolutamente provare a fare è utilizzare account diversi dal proprio, tuttavia questa, almeno per un certo tempo, è stata l’infrazione al regolamento interno che avveniva più di frequente.
Mediamente comunque si prendono le parti coinvolte (chi ha divulgato le credenziali del proprio account e chi è stato colto ad usarle), gli si blocca l’account e gli si rispiega con maggiore enfasi la parte del regolamento interno che dice che non si deve fare.
Mediamente l’utente fà un mea culpa, tuttavia ognitanto qualcuno reagisce in maniera più divertente…come nel seguente caso…

$utente_A è stato colto ad usare l’account di $utente_B a sua insaputa, visto il disco esterno da N-giga il motivo pare ovvio comunque non è tanto questo dettaglio a caratterizare questa brerve storia ma bensì la sua reazione: colto in flagrante $utente_A reagisce come se una pattuglia della stradale l’avesse fermato in autostrada ai 200Km/h mentre parlava al cellulare con la cintura slacciata e i fanali spenti mentre stava trasportando un cadavere nel baule.
Trascinato nel nostro ufficio per il caziatone il tizio inizia a disperarsi, quasi piangendo, dicendo cose del tipo: “non sò perchè l’ho fatto” etc, etc…incalzato sul perchè ha utilizzato l’account di $utente_B $utente_A si dispera ancora di più e cerca di non rispondere. Ma il bello viene quando il sottoscritto gli dice: “…o mi dici tu che stavi facendo o andiamo a vedere i log del firewall…” a questo punto lui si accascia per terra come se stesse per svenire, il tutto davanti agli occhi increduli di $utente_B (sua compagna di $progetto ai tempi che furono), noko e ai miei.
A quel punto noko senza pietà gli dice di tirarsi su e di non fare il patetico.
La scenetta è proseguita ancora per un bel pò.

Il risultato finale è stato:

  • account bloccato per un mese;
  • il tizio quando ci incrociava per i corridoi cambiava colore, abbassava lo sguardo e iniziava a camminare mooooolto più velocemente (cosa che fa tuttora);
  • per la riattivazione del suo account ha trovato il coraggio di bussare alla nostra porta dopo circa sei mesi.
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    5 Comments

    1. noko says:

      Belle storie (ho in faccia il sorriso della disperazione) a parte:

      1) esordiendo != esordendo

      2) l’ultima storia, seppur fantastica, ha 3 anni… e ancora oggi il tizio abbassa gli occhi quando ci vede!

    2. MRG says:

      Lo so che un pò datata però avevo promesso a dark che l’avrei raccontata…

    3. Tommaso says:

      l’ultima storia ha dell’incredibile e a giudicare dal periodo dovevo esserci in giro anche io! Magari conosco il fenomeno!

    4. dark says:

      Grazie di averla raccontata!!!
      Ma devo cercare di capire chi sia 😛