Tutti vogliono viaggiare in treno – Revival

spinta-treniUltimamente alcuni miei compagni di viaggio si sono appassionati ai racconti di Tutti vogliono viaggiare in treno.

Così, durante gli ultimi viaggi, ci siamo raccontati alcuni episodi paradossali vissuti nel passato.

La tappa intermedia

Il viaggiatore sulla tratta Milano-Torino verso Torino ben sà che la fermata fuori programma prima di Porta Susa è un’istituzione, mediamente ci si ferma all’altezza del sottopasso di Corso Principe Oddone per un paio di minuti. Tuttavia può capitare di fermarsi anche prima: un giorno ci si ferma a Torino Dora e un viaggiatore, che evidentemente pensava di essere più comodo a scendere li, apre le porta e se ne va.

Il controllore dalla carrozza cordialmente gli domanda: “ma dove vai testa di c@zzo!!!”

Dove ho lasciato quella cosa? Parte 1

Un giorno mi capita di vedere una tizia fare su e giù tra le carrozze, ripetute volte, finchè quando eravamo ormai giunti a Chivasso (lei andava su e giù più o meno da Torino Dora) passando a fianco di un sedile su cui erano stati lasciati giacca e borsa esclama:

$tizia: “Aahh ma io ero seduta qui!!!”

OK penso, questa è l’n-esima svitata. Infatti si siede e, per confermare che non ci sta con la testa, inizia ad assillare i sui sfortunati compagni di viaggio.

Uno, fortuna sua, scende subito a Chivasso, un’altra si è isolata con l’iPod, l’ultima il destino ha voluto che non avesse nulla per far finta di non ascoltarla,non gli restava che assecondarla e sperare che finisse di straparlare.

Ma chiaramente la svitata non capiva che la sua malcapitata compagnia di viaggio voleva SILENZIO e quindi continuava, continuava e continuava…

La malcapitata dopo circa 15 minuti di seduta terapeutica inizia a ripetere a ogni domanda della svitata “NON TI VOGLIO PARLARE!!!” con tono sempre più irritato ma lei chiaramente non capiva e ha contibuato a parlare…

Dove ho lasciato quella cosa? Parte 2 (Un viaggio stupefacente)

Questa è n-esima variazione sul tema precedentemente trattato. C’è stato un periodo in cui una coppia di vecchi tossici partiva da un qualche paese dimenticato da Dio del vercellese per andare a farsi in quel di Porta Palazzo, fatto sta che al ritorno (chiaramente loro in botta piena) un paio di volte hanno incrociato il sottoscritto…

Lei una volta è andata avanti più o meno 10-15 min a fare su e giù fra le carrozze chiedendosi (e chiedendo ai vari viaggiatori) dove aveva lasciato il marito, ovviamente chiamandolo a voce alta.

La cosa più divertente comunque erano i discorsi fra i due:

$tossica: “Oggi si che era buona…domani andiamo di nuovo li a prenderla…”

…la volta che lui ha detto alla moglie “facciamo l’ammore” ho seriamente temuto di dover cambiare carrozza…

Attentato!!!

Una volta, qualche anno fa in pieno periodo allarme-bombe, un amico in uno dei sui viaggi si è goduto la seguente scena:

una tizia è seduta lato finestrino nel senso di marcia del treno, un’altro treno passa in senso contrario e il vetro del finestrino esplode…

La signora si ritrova ricoperta di frammenti di vetro e impietrita inizia a ripetere: “aiuto!!! aiuto!!! na bboombba!!! na bboombba!!!”

The bodyguard

Dopo questo mio post in cui fra i personaggi descrivo anche il personale di scorta delle lavoratrici della notte molti mi hanno detto “io non li ho mai visti, mica ci sono”, la mia risposta è stata “guardatevi intorno con più attenzione” anche perchè a due amici un poco distratti è successo un episodio assai sgradevole.

Passa un controllore becca un mio amico col biglietto non obliterato e gli fa la multa.

Passa un gruppo di lavoratrici della notte senza biglietto e non gli dice niente (solita scena vista e rivista che avrà fatto incazzare ormai qualsiasi pendolare che si rispetti).

Il multato a questo punto sbotta.

$pendolare: “ma c@zzo ma perchè a ste n3gre di m3rd@ quando le beccano senza biglietto non fanno mai la multa e a me, trovano una volta col biglietto non obliterato e me la fanno anche se mi vedono tutti i giorni?!?!?!….”

…il monologo è proseguito per un bel po’.

Fatto sta che una volta arrivati alla stazione di destinazione, quando è finalmente giunto il momento di scendere, si alza anche un armadio a tre ante d’ebano che guarda i miei amici in cagnesco…forse è meglio sbrigarsi a scendere…

Doppio senso di marcia

Rieccoci nel solito sottopasso di Torino Porta Susa: la cosa bella di questa stazione è che quando la fiumana di pendolari del treno della mattina sta ancora cercando di scendere e uscire dalla stazione, qualcuno che evidentemente ha fretta di prendere il treno che arriva 10 minuti dopo, inizia a sgomitare in senso contrario, cercando di farsi strada in mezzo a quella bolgia infernale.

Una mattina un tizio quasi butta per terra una ragazza grossa la metà di lui e, senza neanche chiedere scusa, continua la corsa verso la sua meta cozzando però contro un altro tizio grande il doppio di lui che lo placca e lo scaraventa contro il muro.

Avrei voluto avere tempo di fermarmi per vedere l’evoluzione della discussione…

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